Stefano Di Maulo
FORMICHE 2070
Curatore: Stefano Elena
Inaugurazione: sabato 21 gennaio 2006 h. 13.00 – chiude il 10 febbraio
Orari: lunedì – venerdì h. 9.00/18.00; sabato e domenica su appuntamento
Sede: Galleria Arturarte - Via Cassia km. 36,300 - Settevene Nepi (VT) - tel. 0761.527955 / 340.2272451
www.arturarte.com – arturarte@tiscali.it
Da quando il risveglio diverso del Gregor Samsa kafkiano ha cominciato a farsi leggibile, l’adozione di un guardare nuovo originato dal basso e prima sempre tanto distante si è impadronito del nostro possibile vedere.
A incontrarle così, statuarie e solenni mentre sfoggiano tutta la potenza in dotazione, le formiche che Stefano Di Maulo ritrae/costruisce/compone non sembrano quelle dall’esistenza rassegnata che trasportano faticose zolle di pane tra i terremoti perpetui dei nostri passi giganti o il cadere che affoga di gocce piovane.
Gli insetti sociali dell’artista invadono il campo e tirano in porta, formano battaglioni sull’attenti pronti a battere il passo, disegnano i propri corpi su pedine per dama dalle misure abitabili e mai calpestabili.
Le guardiamo negli occhi e abbassiamo lo sguardo, impuniti responsabili di roghi infantili che intrattenevano le notti d’estate mentre le loro case bruciavano e le fiamme amplificavano urla che non sapevamo sentire.
Quando le misure aumentano o solo si allineano, le reazioni divergono per avvicinare un dialogo che sappia porre a confronto tra loro esistenze apparentemente lontane, il cui regime costitutivo è in verità tanto somigliante da illuminare le menti. Nell’arte di Di Maulo l’entomologia è in ferie: il senso d’essere delle figure proposte è più affine ad un procedimento allegorico che avvicina le sembianze dei corpi piccoli (divenuti grandi) fatti di capo, torace e addome a quelle dell’uomo in corso portato ad operare, riprodursi, costruire e mettere da parte.
La micro formica diventa macro, il suo corpo “segno e forma” determina l’idea di un emblema che decora mentre accorpa il proprio pasto o esibisce la brevità perfetta di un corpo autonomo senza fede.
I grovigli plastici di zampe nascostamente laboriose che rovistano tra ciò che di commestibile cade a terra, tra i resti mobili di alimenti creduti consumati fino in fondo, assumono ora l’importanza di un significato adattabile agli insegnamenti I Ching (“La perseveranza è favorevole”), chiedendosi sino a che punto la struttura del gruppo serva ad annullare la sensazione dell’identità privata.
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